Grande successo per la mostra di pittura tenuta presso il palazzo Pitaro, di Torre di Ruggiero ,Il fascino femminile dell’arte,tanta è la bravura dell’artista Maria Grazia Iozzo,nata a Catanzaro il 28 dicembre 1975, vive ed opera tra il suo paese di origine, Torre di Ruggiero, e Roma.Inizia a disegnare sin da piccola, ma dopo gli studi liceali si iscrive alla facoltà di Psicologia all’Università La Sapienza di Roma. Continua a dipingere da autodidatta. Alla fine degli anni novanta inizia a frequentare lo studio un noto pittore, da dove parte la sua formazione artistica. Nella sua pittura predomina la figura, sia maschile che femminile, sorgente di molteplici situazioni narrative e di interessanti spunti di riflessione. La pittrice si esprime con un linguaggio intenso, interpretando la figurazione con originali soluzioni stilistiche: le figure nei suoi dipinti hanno pose scultoree su sfondi quasi sempre scuri, che fanno risaltare nella vibrante dinamica delle cromie. Le forme plasmate dal colore, da luci calde e ombre colorate, sono immerse in un clima di attesa, in atmosfere al limite del surreale, che evocano enigmatici silenzi. E’ una pittura espressiva, che mette in equilibrio il senso della bellezza, i sentimenti, le emozioni e le esperienze esistenziali più varie, che l’artista sintetizza con efficacia in un simbolico impianto formale e cromatico. La tecnica pittorica è stilisticamente figurativa, a volte accademica, ma scevra da manierismi estetizzanti. E’una ricerca dell’equilibrio tra forma e sostanza. La sua attività grafica è molto vasta. I suoi disegni a matita su cartoncino riportano spesso la sua immagine,come se l’interesse dell’artista si focalizzasse su un solo tema, quello eterno dell’autoritratto e sull’archetipo indiscusso, la donna. Proprio perché ha scelto di rappresentare un sentimento universale, le sue opere sono dotate di capacità di comunicazione immediata, che però non è spettacolarizzazione fine a se stessa. I personaggi maschili appaiono delineati con tratti incisivi ed espressivi. Nei suoi disegni l’artista non persegue mai una volontà naturalistica: gli sfondi sono sempre disegnati con una trama di tratti che formano una sfumatura, tale da sospendere le figure in un universo dominato da leggi astratte. Anche l’uso della luce è fortemente antinaturalistico, sembrando talvolta affiorare dall’interno dei personaggi stessi. Le zone scure, quelle in cui il segno si fa più fitto e insistito, sono paradossalmente il punto focale della composizione: Maria Grazia ribalta il rapporto tra le zone d’ombra e di luce, così che la sua intensa trama di linee non indica più una zona d’ombra, bensì il punto dove maggiormente batte la luce .Ha esposto in diverse località italiane ricevendo riconoscimenti e premi. Ultime esposizioni:Mostra bipersonale a Serra San Bruno, palazzo Chimirri dal 3 al 6 agosto 2014, dal titolo “Trame di Segni”,con il patrocinio del comune di Serra San Bruno. La stessa mostra è stata ripetuta a Torre di Ruggiero nel palazzo Pitaro di p.zza del Popolo con il patrocinio della Pro Loco e del comune di Torre di Ruggiero.

[box type=”info”] a cura di Gianni Romano[/box]

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