>

Estate tempo di vacanze, uffici chiusi tempi di riaperture delle scuole lontane relax a tempo pieno,ma sarà poi vero?

Sicuramente in estate si può notare come la spiaggia diventi una sorta di palcoscenico” en plein air”,si nota e si vede di tutto,basta sedersi sulla sabbia ed attendere piacevolmente,senza fretta ,allora arriva quasi a riva la corriera delle Calabro Lucane,piena come nel periodo scolastico e scarica giù frotte di bagnanti-residenti nei centri collinari del soveratese,armati dell’ombrellone di ordinanza con l’ asciugamano tre per due,e via verso la sospirata vacanza mordi e fuggi tenendo conto che alle ore dodici si riparte,l’autista della corriera come godesse arriva piano- piano di soppiatto e comincia a strombazzare sul clacson,per oggi basta sembra dire lo sgradevole suono”per oggi basta così,si rientra”.

E questa è una parte degli abituè del bagnasciuga,la gente abituata al mare la vedi subito,arriva con calma senza particolare fretta sapendo già cosa l’aspetta,ombrellone griffato,lettino griffato,pareo d’ordinanza,occhiali da sole obbligatori,e come se noò! Calmi e decisi con gesti misurati e passi aerei sospesi, la spiaggia aspetta loro,ma manca una parte fondamentale che riempie il famoso palcoscenico di cui sopra,gli emigranti.Spesso arrivano con macchine,super,cabrio,family, cars dai colori più diversi tipo il famoso film di Carlo Verdone con l’auto con i sedili ricoperti di lana pecora “originals very nights”,allora dicevano, i bagnanti occasionali, i bene informati, gli emigranti,sì! Ci siamo tutti signori si và ad incominciare.

Basta ascoltare concentrati i discorsi dei vicini di ombrellone e via a discorsi filosofici sulla malattia improbabile della suocera con i cognati che a targhe alterne si prendono cura della “cara” congiunta,per passare immancabilmente ad un trattato tipo enciclopedia”TRE CANI”sulla melanzane in tutte le sue cotture,grigliata,con aglio o pomodoro,ripiena e fritta in modo leggero e dorato e l’imperdibile parmigiana,ma gli emigrati dove sono?Sono qui accanto a noi,basta chiudere gli occhi e aprire le orecchie e la mente per ascoltare in un improbabile torinese una donna sulla sessantina che chiama il nipote”Luigi,vieni qui,né,che il mare è fondo e t’affuuuuchiiii!”

Oppure ancora sempre in perfetto milanese della parte bassa,quella dei navigli per interderci”,Domenico,stellàààà!sei sudato,fhà minga inschhììì- viene a prenderti il maccaturo!”

La giornata volge finalmente al termine il sipario sul palcoscenico stà per calareil direttore di scena dietro le quinte spegne le luci,ma non fate i visi imbronciati,domani si replica,domani la spiaggia ci riserverà ancora momenti di alto spessore culturale,ma forse vi state chiedendo dove sono i residenti”Tranquilli,sono sulla spiaggia a godersi il proscenio,AD MAIORA.

Articolo tragicomico di Gianni Romano

Condividi

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *