L’assemblea soci del CSV di Catanzaro approva il bilancio in vista della fusione con KR e VV

L’approvazione da parte dell’assemblea soci del bilancio consuntivo e del preventivo del CSV di Catanzaro non poteva che essere all’unanimità: nonostante la continua e sempre più incisiva contrazione delle risorse, il CSV, infatti, ha dato prova in questi ultimi anni di saper ispirarsi al criterio della prudenza pur tenendo fede alla copiosa programmazione di attività. E pur avendo ridotto le spese di gestione, ha comunque investito nell’attività di animazione territoriale con le feste del volontariato a Catanzaro e a Soverato (coinvolgendo nell’organizzazione più di duecento volontari e registrando la partecipazione di un migliaio di persone circa), nei campiscuola di Protezione Civile per under 14 con la partecipazione di dieci associazioni attive sul territorio, e nei percorsi formativi e nei seminari di un certo livello. L’apertura della sede a Lamezia Terme, in cui è garantita la presenza di alcuni membri dello staff del CSV per due volte a settimana, e che in autogestione ospita le varie iniziative e le riunioni di cui le associazioni facciano richiesta, è stata comunque realizzata a fronte di un budget complessivo ridotto del 55%. Quest’ultima iniziativa non si discosta dall’ambito di servizi e di partecipazione che il CSV continua a promuovere e a favorire, come hanno ben spiegato il presidente Luigi Cuomo, il direttore Stefano Morena, il referente dell’area consulenza Giuseppe Merante e la presidente del Collegio dei Revisori Lucia Tiriolo, che ha rivolto un plauso agli sforzi compiuti dal CSV nel garantire percorsi di qualità. Specie se si pensa anche alla delicata fase che si sta delineando – quella, cioè, di fusione con i Centri Servizi di Crotone e di Vibo Valentia, che verranno incorporati al CSV di Catanzaro, più grande per dimensione e dotato di personalità giuridica – e che vede nel 15 luglio la fase di scadenza del termine per la presentazione all’Organismo Nazionale di Controllo della manifestazione di interesse per la creazione del CSV della Calabria centrale.
L’auspicio è che, in vista del cambiamento epocale nella geografia sociale della regione, l’assemblea soci del CSV di Catanzaro sia pronta e presente nei numeri previsti a modificare lo statuto del CSV per adeguarlo al nuovo soggetto giuridico, che prenderà vita il 1° gennaio 2020.
Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il nuovo bilancio sociale del CSV, che verrà pubblicato con una nuova veste grafica nel sito istituzionale (www.csvcatanzaro.it).
Ufficio stampa CSV Catanzaro

Comunicare in pubblico: quando la forma diventa sostanza

I partecipanti al percorso formativo sulla comunicazione in pubblico, promosso nei giorni scorsi dal CSV di Catanzaro, hanno avuto sessanta secondi per presentarsi. Sessanta secondi in cui raccontare com’è nata la loro adesione ad un progetto associativo del quale sono espressione, e di come perseguono gli impegni presi. Pochi. Davvero pochi per chi ancora non è avvezzo di tecniche comunicative, specie da esplicare in pubblico, e per chi evidenzia tra le maggiori difficoltà incontrate l’emozione, i vuoti di memoria, la timidezza, la distrazione, l’ansia nel concentrarsi sul messaggio che si vuole dare. A tenere il tempo, l’esperto del Laboratorio delle Idee Sergio Mustica, affiancato da Michelangelo Cardinaletti che provvedeva alle riprese: ed è così che, per due mezze giornate, una delle sale dell’hotel Guglielmo è diventato il set di comunicatori in erba che si sono cimentati in interviste (sempre a tempo) e discorsi rivolti alla platea. Quel che è certo è che nella comunicazione non è possibile fermarsi al “contenuto” di quel che si vuole dire in pubblico, ma bisogna concentrarsi sul “come” lo si vuole dire. “La forma, nella comunicazione, diventa sostanza – ha infatti ribadito Mustica – Comunicare è una “terapia”, è un mettersi alla prova accettando il rischio di fare brutta figura. Alla base c’è il credere in quello che si dice: solo così, infatti, possiamo stare certi che il messaggio arrivi anche all’ultimo seduto in platea”.
Il parlare in pubblico richiede, innanzitutto, una capacità di ascolto volta ad individuare il target di chi si ha di fronte: e per raggiungere il risultato che ci si è posti, occorre concentrarsi sul “progetto” al centro dell’intervento. Se poi a muovere quel progetto è la passione, possiamo stare certi che quel discorso arrivi dritto al cuore di chi ascolta. Un po’ come fece re Giorgio VI, nello storico annuncio alla radio della dichiarazione di guerra alla Germania da parte del Regno Unito. In quel mitico discorso, che ha ispirato il film “Il discorso del re” di cui Cardinaletti ha proiettato lo stralcio finale, il re inglese, storicamente noto come balbuziente, ha dato prova che “parlare in pubblico” è un fatto mentale. E che tutte le difficoltà possono in realtà essere superate con un po’ di esercizio e di convinzione.

Ufficio stampa CSV Catanzaro

Dai beni comuni una vera opportunità per le future generazioni

Il livello di partecipazione al seminario sui beni comuni, promosso dal CSV di Catanzaro, che si è avvalso della collaborazione del corso di Sociologia dell’Università “Magna Graecia”, è stato indicativo del livello di attenzione che l’argomento suscita tra i volontari, gli amministratori locali ed i semplici cittadini.
Il concetto di “bene comune”, ancora inattuato nella nostra regione – come ha avuto modo di chiarire il direttore del CSV Stefano Morena – implica una partecipazione attenta e democratica da parte dell’intera comunità, tant’è che non può esserci un bene comune senza la comunità. E il relatore Renato Briganti, docente di diritto costituzionale all’Università “Federico II” di Napoli, ha cercato sin da subito di “fare comunità” con gli attenti partecipanti al corso, tra i quali figuravano un consigliere comunale di Catanzaro ed un assessore del comune di Taverna: chiamandoli per nome, ha cercato di farli sentire parte attiva di una “classe” che è una piccola comunità, a sua volta espressione di rappresentanza e di partecipazione, le due “gambe” sulle quali cammina la democrazia. Alla base c’è la Costituzione, vera e propria opera di “ingegneria letteraria” che all’articolo 1 attesta che “la sovranità appartiene al popolo”, ed all’articolo 2 sottolinea come “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Fino ad arrivare all’articolo 118, che al terzo comma introduce il concetto di “sussidiarietà orizzontale” al momento in cui prevede che “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”. L’amministrazione condivisa è quindi necessaria per favorire la partecipazione alla tutela ed alla fruizione di beni che appartengono a tutti (come l’acqua, ad esempio) e che si vuole lasciare alle future generazioni. Rientrano nella categoria anche i beni confiscati alle mafie che, attraverso l’assegnazione ad enti del Terzo Settore, sono destinati a fini di pubblica utilità.
Senza il rispetto dei beni comuni – che rappresentano una terza categoria rispetto ai beni pubblici e privati – non c’è, quindi, continuità nella specie e non possono nemmeno esserci opportunità per i giovani: come ha rimarcato Briganti, è necessario un cambio di passo che parta dal presupposto che le risorse non sono infinite, e che ognuno è chiamato ad un’assunzione di responsabilità nel contrastare “l’edonismo reaganiano” che ci ha portato al consumismo.
Non è un caso che il concetto di “bene comune” sia sorto dopo la Guerra Fredda, nel corso dell’Assemblea delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel ’92: in quel contesto si è parlato per la prima volta di sviluppo sostenibile, sulla scorta del “rapporto Brundtland”, che legava i problemi globali dell’ambiente al divario tra la grande povertà del sud e ai modelli di produzione e di consumo non sostenibili del nord. Da allora, ogni cinque anni, i Paesi che hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto si incontrano per mettere nero su bianco gli obiettivi di sviluppo sostenibile e difesa dell’ambiente: peccato, però, che la forbice tra il nord ed il sud del mondo stia sempre più allargandosi, e che la parte più ricca e minoritaria ormai detenga per sé il 90% dei beni del pianeta. La differenza la può fare, allora, il cittadino che decide di non essere “suddito” ma di dedicare parte del proprio tempo a cause di primaria importanza, quale può essere la salvaguardia dei beni comuni. “Ognuno di noi è chiamato a liberare il proprio tempo per cose prioritarie, a comprare beni durevoli e con pochi intermediari – ha dichiarato Briganti, facendo sintesi delle innumerevoli suggestioni che per due giorni gli sono pervenute dalla platea – I beni comuni non si possono mercificare, e ci insegnano che non è l’accumulo di beni privati a dare la felicità bensì che è la vita relazionale a garantire quella qualità che si cerca”.

Ufficio stampa CSV Catanzaro


Sul massiccio delle Alpilles, in Francia, una scoperta sorprendente: il castrum di Mont Paon

“La nostra straordinaria Francesca Robertiello, giornalista de la Repubblica e direttore editoriale del webzine Pauranka, accompagnando gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Turistico e del Liceo Linguistico Artemisia Gentileschi di Milano in visita guidata in Francia, sulla Costa Azzurra, a Les Baux-de-Provence fa una scoperta affascinante: il castrum di Mont Paon, Monte Pavone, nel massiccio delle Alpilles, situato sul territorio di Fountvieille in posizione nord-est, fondato dalla nobile famiglia Baux tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo.
La maestosa collina di Mont Paon, sito di interesse naturalistico e archeologico, presenta costruzioni scavate interamente nella roccia e un impianto prettamente medievale.
Da approfondire non solo per legittima curiosità, quanto per le possibili interconnessioni con la nostra Mons Pavonis, ab origine Aurunco, poi Montepaone, ed in questo il nostro storico Francesco Pitaro potrà illuminarci!!!”
©Giovanna Vecchio
Ph di Francesca Robertiello

Il 5 maggio è la Giornata Internazionale dell’Ostetrica

In occasione della giornata internazionale dell’ostetrica, le associazioni “Acquamarina” e “Dall’ostetrica” e le ostetriche del territorio, con la partecipazione dell’Ordine delle ostetriche di Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone, organizzano un incontro conoscitivo al Parco della Biodiversità di Catanzaro che si terrà  il 5 maggio dalle ore 16.

L’obiettivo è quello di far conoscere alle donne e alla società la figura dell’ostetrica, gli ambiti entro i quali questa figura può fornire assistenza alle donne, ai bambini e alle famiglie e i contesti in cui poterla trovare, oltre la sala parto. Si vogliono fornire alle donne le informazioni e gli strumenti necessari per sentirsi più sicure, protette e tutelate.

CATANZARO – RIAPERTE RAMPE SVINCOLO GERMANETO SU 106 VAR

Anas comunica che, sono state riaperte al traffico le rampe n. 6 e n. 16 dello svincolo di Germaneto sulla strada statale 106/VAR A nel territorio comunale di Catanzaro. L’interdizione della rampa n. 6 si era resa necessaria nel mese di maggio 2017 a seguito di alcuni segnali di cedimento del muro di contenimento adiacente alla sede stradale. Il provvedimento è stato quindi prorogato ed esteso anche alla rampa n. 16, a causa del definitivo cedimento del muro avvenuto nel mese di giugno 2017. L’apertura al traffico si è resa possibile grazie al completamento dei lavori di ripristino del muro eseguiti dal Contraente Generale. Anas, società del Gruppo FS Italiane, raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

 

La redazione

COMUNICATO STAMPA – Fratelli d’Italia Soverato

Fratelli d’Italia Soverato – “Calabria, diventa ciò che sei.”

Accolta con vibrante soddisfazione, nella giornata di ieri, presso l’assemblea del Circolo Fratelli d’Italia di Soverato “AnnoZero”, l’elezione di Giovanni Battista Marrapodi a componente dell’Assemblea Nazionale del partito guidato da Giorgia Meloni. Marrapodi, presidente del Circolo territoriale della cittadina jonica, ha voluto relazionare ai tesserati soveratesi i successi raggiunti a Trieste dalla compagine catanzarese che ha visto, inoltre, la contestuale elezione dei lametini Rosario Aversa, Francesco Grandinetti e Raffaele Mastroianni. Concentrandosi sui tanti interventi che il congresso ha regalato alla platea, il presidente Marrapodi, ha voluto soffermarsi sul segnale lanciato nell’intervento dal palco di Trieste da Guido Crosetto, relativo al bisogno di vivere il Partito e l’essere “Patrioti”, non sulla base di un nostro interesse personale. Se si crede che una carica o un ruolo politico, a volte  autoreferenziale, serva ad un nostro percorso personale, vuol dire che non abbiamo capito nulla di ciò che il Partito e il paese ha bisogno. L’unico interesse che ci deve spingere a vivere il partito deve essere esclusivamente il bisogno di servire la causa comune, in caso contrario, lo stesso tesseramento diventa inutile e immotivato, perché per sentirsi “patrioti” è necessario posporre il proprio interesse personale rispetto a quello della comunità. Inoltre, l’assemblea FDI di Soverato ha regalato un applauso ricolmo d’emozione alla notizia del gradito ritorno a “casa” di Wanda Ferro, ufficializzato pubblicamente dal palco di Trieste. Icona simbolo della Comunità militante della Destra Calabrese, la Ferro rappresenta l’esempio di una politica che decide di non arrendersi, ma di lottare con vigore, ottenendo risultati amministrativi ragguardevoli, sia alla guida della provincia di Catanzaro che ora nella veste di Consigliere Regionale. Allo stesso modo è stata espressa grande soddisfazione per l’adesione al progetto FDI di una delle figure storiche della destra Calabrese, ovvero Michele Traversa, da anni faro e punto di riferimento politico e amministrativo.Infine, Marrapodi, ha voluto metaforicamente lanciare il proprio invito alla Ferro ed a Traversa, a “ripartire” da quel motto che aveva, nella scorsa competizione elettorale, caratterizzato la corsa alla presidenza, ovvero: “Calabria, diventa ciò che sei”. Seguiranno, nei prossimi giorni, interessanti novità sulle iniziative promosse e messe in campo dal circolo nell’ambito di tutto il comprensorio Basso-jonio Catanzarese.

 

Il Presidente del Circolo FDI Soverato “AnnoZero”

                                                                        Giovanni Battista Marrapodi

 

tutto pronto per la XII edizione dei Tesori del Mediterraneo

Reggio Calabria, taglio del nastro per la dodicesima edizione de “I Tesori del Mediterraneo”.
Dal 23 al 27 agosto si apre il sipario sulle acque dello Stretto.Un intero anno di organizzazione, come è consuetudine per i grandi eventi, per arrivare questa mattina alla presentazione in conferenza stampa della dodicesima edizione dell’evento ormai storico in Italia. I Tesori del Mediterraneo 2017 faranno da cornice allo straordinario skyline dello Stretto con la storica “Regata del Mediterraneo”, con il concorso nazionale di bellezza “La Venere del Mediterraneo”, con i salotti televisivi presentati dal giornalista Carlo Arnese (voce della regata), e con gli spettacoli “Salite a bordo” (venerdì 25 agosto ore 21:30), “I Giochi delle dee” (sabato 26 agosto ore 21:30) e “L’Olimpo degli dei” (domenica 27 agosto ore 21:30).

Segui lo streaming su  http://www.nuovi-orizzonti.eu/sito/

Oppure visualizza il calendario EVENTI e organizzati per presenziare dal vivo

[box type=”info”] LA REDAZIONE[/box]

Lettera aperta di un cittadino

Lettera aperta al Presidente della Regione, ai Presidenti delle cinque Province, ai Sindaci dei 405 Comuni della Calabria.
Non vi chiedo di intervenire con la bacchetta magica che nessuno di voi ha in dotazione.
Vi chiedo di intervenire con i poteri che avete e con la volontà e l’amore per questa terra di cui avete il dovere di dare prova.
Intanto facendo lavorare le tante persone alle quali paghiamo, molte volte inutilmente, stipendi e compensi.

Non è più possibile continuare a tollerare in questa regione erbacce e sporcizia ovunque, spazzatura dappertutto, strade principali, secondarie e di campagna trasformate in discariche, spiagge e aree limitrofe pubbliche in condizioni penose.
Piuttosto che spendere soldi in iniziative discutibili per sostenere ed incrementare il turismo e l’ambiente, si stanzino risorse serie per affrontare con costanza i problemi di pulizia e decoro del nostro territorio.
L’inciviltà dei tanti nostri corregionali, ed anche di tanti turisti, non può essere un alibi: dove c’è cura e pulizia, anche la maggior parte di quelli che si comportano da animali saranno indotti a comportarsi da persone civili, è quello che accade per i bagni aperti al pubblico in bar, ristoranti, autogrill, etc., se trovi pulito lasci pulito.
Ritengo che i tanti esperti, consulenti, dirigenti ed impiegati che pagate con i nostri soldi, siano in grado di sviluppare una strategia e delle azioni concrete in forma costante nel tempo per affrontare questa vergogna, partendo da interventi formativi ed educativi nelle scuole, nelle parrocchie, nelle famiglie, in tutti i luoghi di aggregazione, campagne di informazione e sensibilizzazione, strumenti come la videosorveglianza itinerante, e poi periodicamente operare per il taglio delle erbacce, la pulizia delle strade e la rimozione di tutti i rifiuti abbandonati ed accumulati ovunque.
Si costituiscano subito un comitato regionale e cinque comitati provinciali per la pulizia ed il decoro di questa regione.

Non è più possibile accettare che tutto il ciclo dell’acqua, dalle risorse idriche, alla rete di distribuzione, alla depurazione, continui ad essere gestito in modo così irresponsabile ed insostenibile in tanti piccoli compartimenti.
Con il risultato di bruciare enormi risorse, disperdere le risorse idriche ed un mare sporco e in tanti casi letteralmente pieno di merda, mi perdonerete la crudezza.
Non è più rinviabile la creazione di una Autorità costituita con le necessarie risorse, capacità tecniche ed umane (abbiamo fior di specialisti nelle nostre Università) che istituzionalmente ed in modo autonomo gestisca il ciclo dell’acqua, dalla sorgente al mare, assumendo tutte le iniziative necessarie anche per il riutilizzo per fini irrigui dell’acqua depurata (è quello che si fa in tutto il mondo), a maggior ragione in considerazione dei sempre più frequenti periodi di siccità.
Voglio e devo necessariamente essere breve ma, a solo titolo di esempio, non si può continuare a far confluire le acque bianche e piovane nella rete fognaria ed infine ai depuratori, che non potranno funzionare dovendo trattare quantità enormi di liquami; oppure senza organizzare squadre di veri e propri “tutori” dei corsi d’acqua, oppure senza tenere sotto stretto controllo tutti i numerosi frantoi di questa regione che si liberano facilmente di scarichi altamente inquinanti, e così via.

Vedrete, sarà questo il miglior viatico perché in questa terra crescano educazione e senso civico ed il turismo diventi davvero una risorsa ed una sicura fonte di reddito per i calabresi.

Distintamente.
Saverio Maria Raspa, Gasperina (CZ)

A MONTAURO IL “PREMIO LETTERARIO ARTISTICO ARCANGELO PISANI”

MONTAURO (CZ) – 4 AGOSTO 2017 –  Organizzato il premio artistico – letterario Arcangelo Pisani grazie al comitato  che, per oggi, giorno 4 agosto a Montauro centro storico darà il via all’evento. Partecipanti gli alunni delle scuole della provincia di  Catanzaro e i loro docenti di materie artistiche, Montepaone, Montauro, Gasperina e del liceo artistico G.Nobili di Catanzaro e gli amanti delle arti figurative. Si parte alle ore 16.30 da villa Regina Elena, per la quinta edizione di pittura estemporanea “Insieme disegniamo Montauro”. Il dieci agosto chiusura alle ore 21.30 della mostra dedicata ad Antonio Zangari e conferenza su Arcangelo Pisani con la premiazione del concorso letterario.

Tratto da un articolo di Gianni Romano sul quotidiano del sud

 

 

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