Riuscito l’incontro”famiglie in gioco,” tenuto presso la sala conferenza dell’istituto  tecnico per geometri”Malafarina”di Soverato illustri i relatori tra questi S.E. Mons.Vincenzo  Bertolone arcivescovo metropolita di Catanzaro -Squillace, per l’incontro-dibattito sul tema “Famiglie in gioco, no al gioco d’azzardo, sì alla vita”. L’importante appuntamento culturale moderato dal giornalista Francesco Pungitore. Tra gli interventi programmati : la psicologa Giorgia Ritrovato, la psicologa Donatella Ponterio, il prof. Antonio Costarella e il prof. Francesco Raspa.,don Roberto Corapi con i giovani di Stalettì,e l’organizzatore dell’incontro Gianni Sgrò.Nello specifico, il prof. Costarella  ha introdotto  i lavori che sono seguite con le relazioni tematiche. Il prof. Raspa . Il gioco imposto come fenomeno di costume e di modello vincente. Giochi a premi e pacchi, una società proiettata al facile fortuito”. La dottoressa Donatella Ponterio  su “Da dove nasce la dipendenza. Il rapporto genitori e figli fondamento per una crescita equilibrata”. La dottoressa Giorgia Ritrovato il tema “Come riconoscere e prevenire la ludopatia, programma e trattamento in famiglia e in comunità”.Subito in tema l’intervento di Costarella”soldi sottratti alle famiglie e alle imprese,quali le reali riflessioni,emerge una tematica importante l’azione educativa della famiglia per estirpare questo male e per dire nò al gioco d’azzardo”,Per Francesco Raspa”il gioco è riuscito ad entrare nella vita quotidiana,una frammentazione che porta nelle famiglie disagio,questo crea la dipendenza dal gioco,il modo come viene utilizzato,basti pensare all’ingresso delle scommesse,inserita oggi nella vita comune e grazie ad internet questi giochi hanno preso piede in modo veloce,ma lo stato dovrebbe creare dei paletti.” Per Donatella Ponterio”il gioco è una sostanza come un’altra droga,il legame e la dipendenza sono naturali,ma molto dipende da positive emotività,basti pensare alla piramide dei bisogni,famiglia,scuola,stato,questi i nutrimenti,ma veri e propri tradimenti si formano, creando un vuoto esistenziale il gioco è una funzione,ma bisogna certo avere un comportamento responsabile e come consumatori siamo molto corteggiati.” Giorgia Ritrovato”,perché si gioca? Per creare facili illusioni e un facile  e un guadagno immaginario,questi criteri fanno identificare il gioco di azzardo come patologico,persone assorbite nel tempo libero e lavorativo,facile capire chi è dipendente da questi,una vita sociale la loro assente,sono molti gli aspetti negativi,un senso diffuso di onnipresenza,il giocatore è convinto di smettere quando vuole,ma sappiamo tutti che così non è,si ricordano solo delle piccole vincite e non delle grandi perdite.”Concludeva l’interessante giornata S. E. Mons. Vincenzo Bertolone,”la vita non è un gioco,cosa resta oggi nel cuore di tutti noi di questo convegno?Un argomento complesso quello del gioco di azzardo,il giocatore perde sempre,la vita non è un pacco vincente, la vita è altro,dobbiamo lottare contro molte tentazioni,la vita è impegno,la vita è sacrificio,la vita è missione,una fragilità spirituale spinge milioni di persone a giocare in giochi di azzardo,alla ricerca di una fortuna che non arriva mai,le famiglie italiane sono la primo posto mondiale per gioco d’azzardo,l’allarme sociale è molto serio,100 miliardi di euro giocati,altro che finanziaria,migliaia di famiglie rovinate che creano malattie sociali di dipendenza che porta lo stato a curarle,educare le coscienze,ed è lo stato che deve riappropriarsi di una moralità e di una etica che rischia di essere trascurata.”

[box type=”info”] articolo di Gianni Romano[/box]

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