Gasperina vuole tenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah, attraverso alcune significative iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale,con il sindaco Gregorio Gallello,dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato Provinciale di Catanzaro e dalla biblioteca comunale “Saverio Grande”. “Ringrazio,dice Gallello, innanzitutto la scuola, con la sua dirigente, la professoressa Esposito Vivino, per aver voluto condividere questo momento insieme a noi. Ringrazio il Presidente dell’ANPI provinciale di Catanzaro, Mario Vallone, il professore Giovanni Petronio, studioso delle deportazioni dei calabresi, e la biblioteca comunale. Do il benvenuto al capitano dei carabinieri Sica, al maresciallo Misogano, al parroco don Carmelo Fossella, al corpo docente, agli studenti e a tutti voi. “C’è, in questa giornata della memoria,continua Gallello, il rischio che ogni forma di manifestazione possa rientrare nella retoricità che questo tipo di eventi solitamente fanno emergere. “La Shoah,continua Gallello, rappresenta il culmine dell’epoca più fosca della nostra storia. Partendo dal ricordo quotidiano di quelle brutalità noi possiamo rafforzare la coscienza della nostra identità attuale, della nostra opera di costruzione di un’Europa di libertà e di pace. “La memoria deve essere responsabilità soprattutto delle Istituzioni, in ogni ordine e grado, ed ecco perché siamo qui. Ognuno per la propria parte deve educare alla memoria e non semplicemente delegare ai sopravvissuti e ai racconti storici.”È un compito arduo, capace, però, conclude il sindaco Gregorio Gallello,di creare i presupposti affinché alcune brutalità su un essere umano non si ripetano mai più.“Parlare con le ragazze e i ragazzi nelle scuole è sempre il modo migliore per celebrare il Giorno della Memoria.,queste le parole del presidente provinciale ANPI Mario Vallone,Non saranno mai abbastanza i ringraziamenti per le Amministrazioni Comunali e le Scuole impegnate su questo versante. “Dopo settant’anni siamo ancora nella civilissima Europa a discutere di Muri e fili spinati. Campagne di odio sempre in movimento contro immigrati, popolo rom e sinti; omofobia dilagante,continua Vallone, antisemitismo sempre in agguato. E poi smettiamola di saltare per convenienza il capitolo sulle responsabilità italiane. Si nota in maniera a volte velata, a volte più evidente, l’idea di ricondurre tutto il male al nazismo insistendo sul mito, per la verità smontato dagli storici, degli italiani “brava gente”. Non ha forse qualche ragione Elena Loewenthal quando si chiede e ci chiede cosa sta diventando questo Giorno della Memoria? “Una cerimonia stanca, un contenitore vuoto, un momento di finta riflessione che parte da premesse sbagliate per approdare a uno sterile rituale dove,conclude Vallone, le vittime vengono esibite con un intento che sembra di commiserazione, di incongruo risarcimento”.

                                                                                                                                       Gianni Romano

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