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Basta guardare il documentario “L’altro lato de Il Giardino dei Sensi” per capire come un progetto audiovisivo, nato in un modo, finisca il suo percorso in una maniera insolita, inaspettata. E’ quello che è capitato all’emergente regista Luca Maria Michienzi con questo suo ultimo breve reportage. “La storia raccontata, ci spiega Michienzi, doveva essere incentrata sulla quotidiana attività estiva de “Il Giardino dei Sensi”, noto e frequentato cocktail bar della costa jonica catanzarese, situato a Montepaone Lido”. In questa porzione di costa è conosciuto il movimento notturno per coloro che vogliono passare le serate dei mesi estivi in giro tra locali, pub e discoteche. Proprio per questo, Michienzi si organizza con i gestori del locale, per girare un piccolo documentario da presentare al concorso “Il mio bar” (sul sito internet www.PamperoFundacion.it), con la finalità di mostrare il bel movimento di persone, l’alta professionalità dei gestori del bar e l’eccellenza dei servizi offerti nell’ambito della ristorazione e della somministrazione di bevande alcoliche. Ecco, però, che dopo un paio di giorni di riprese, il locale subisce uno stop da parte delle forze dell’ordine che, con un provvedimento d’urgenza, chiudono l’attività del locale, intendendo tutelare il riposo delle abitazioni circostanti. Le riprese non si interrompono. E quello che ne viene fuori, una volta montato il materiale filmico, è la pacifica protesta attuata dai gestori del locale che si vedono ingiustamente privare del loro diritto a lavorare nei giorni più caldi (è proprio il caso di dirlo) della stagione estiva. La riflessione di fondo, che si evince dallo short-doc, è indirizzata proprio alle questioni del turismo balneare di un territorio così naturalmente predisposto a offrire servizi turistici. Su cosa investire nel futuro? Su servizi rivolti al cittadino/turista che viene in vacanza esclusivamente per riposare oppure bisogna rivolgersi ad un turista più dinamico che ha voglia di divertirsi e godere dell’attività dei locali notturni? In questo senso il messaggio arriva forte e chiaro in quanto lo spettatore rimane colpito dall’incapacità normativa di tutelare da un lato i diritti dei privati cittadini e dall’altro i diritti di lavoratori che con onestà e alta professionalità si impegnano a garantire a turisti e cittadini servizi basati su criteri di qualità ed eccellenza. Il rischio di piccole e serie realtà commerciali è di imbattersi difficoltà insormontabili a volte per mano di chi, invece, dovrebbe avere tutto l’interesse di garantire uno sviluppo sostenibile per il bene del territorio”. Rimane l’iniziativa del concorso che vede il reportage caricato on-line sul sito www.PamperoFundacion.it fino al 30 novembre 2010, e disponibile per la votazione del pubblico che conosce le buone prassi de “Il Giardino dei Sensi” e che si sente di sostenere l’iniziativa di Michienzi. Ad oggi lo short-doc risulta essere il più votato e commentato tra tutti i video in gara. Segno questo dell’apprezzamento. Il racconto filmato si chiude con la pronta e ingegnosa iniziativa dei proprietari del bar che per non perdere il lavoro dei giorni più importanti del mese di agosto realizzano un paio di serate speciali proprio nella piazzetta antistante il locale (da qui il titolo che mette in rilievo il passaggio all’altro lato della strada e alle questioni che riguardano l’organizzazione e la gestione di una attività commerciale). Questa veloce soluzione ha garantito il lavoro ai dipendenti del cocktail bar e ha evitato di mandare in fumo la tanto attesa stagione estiva, che poteva rivelarsi, al contrario, disastrosa. Uno degli interrogativi che colpisce di più lo spettatore rimane, comunque, l’incapacità normativa di coniugare le esigenze dei privati cittadini e di chi, invece, svolge attività che garantiscono servizi in zone votate al turismo balneare concentrato nei mesi estivi. La vicenda de “Il Giardino” si conclude con il dissequestro da parte dell’autorità giudiziaria, e con il conseguente annullamento del provvedimento contestato ai gestori del locale. totale del pubblico per la qualità dei contenuti e delle immagini.

Articolo  di Gianni Romano

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