Presentato il 26 dicembre scorso a Soverato – davanti a un numeroso pubblico nonostante il cattivo tempo – il libro di Giuseppe Pisano, storico locale, dal titolo “I misteri di Montauro: la Rennes le Chateau italiana”. Diversi gli interventi sia dal tavolo dei relatori sia dal pubblico. Il primo intervento è stato quello del direttore della sezione di Cirò Marina dell’Accademia Templare (che ha patrocinato l’evento), Enzo Valente. Valente ha voluto inizialmente porgere il saluto a tutti i presenti da parte del presidente del consiglio accademico e del segretario generale dell’Accademia Templare, StelioW. Venceslai e Filippo Grammauta. Inoltre il direttore Valente ha voluto complimentarsi con lo storico Pisano per avere portato alla luce, con i suoi studi, elementi importanti per la storia calabrese e che danno un’ulteriore prova della presenza dei cavalieri templari nella nostra regione. Successivamente è intervenuto Francesco Trimboli, presidente dell’associazione “Nausicaa” il quale ha sottolineato l’importanza delle ricerche di Pisano “utili per la ricostruzione storica calabrese ed in particolare del territorio del soveratese”. Inoltre Trimboli ha affermato che la chiesa di San Pantaleone di Montauro presenta una serie di similitudini, come nessun altro luogo al mondo, con la famosissima e misteriosissima chiesa francese di Rennes le Chateau. L’intervento successivo è stato quello dello storico ed esperto d’arte Felice Izzi, curatore dell’introduzione dell’opera di Pisano. Izzi ha parlato delle tante notizie e illustrazioni inedite contenute nel libro di Giuseppe Pisano ed ha esortato il pubblico a leggere attentamente anche le note al testo al fine di dare un giudizio più completo a tale interessante studio. Al termine è intervenuto l’autore del saggio sui misteri di Montauro il quale, grazie anche all’ausilio di un proiettore, ha fatto notare all’attentissimo pubblico presente una serie di simboli e particolarità presenti in vari luoghi del borgo che richiamano alle società segrete come i Templari e la massoneria. “A Montauro come a Rennes si possono notare, ad esempio: le stesse scritte sui portali d’ingresso (Terribilis locus iste…) che sono posizionati entrambi a ovest; le lapidi votive con le lettere rialzate e le date volutamente sbagliate; i quadri della Via Crucis disposti in senso antiorario e con le stesse anomalie; le statue dei santi che con le lettere iniziali compongono la parola “Graal”; le statue di San Giuseppe e della Madonna che portano entrambe il Bambino tra le braccia; le cripte ugualmente murate ed altro ancora-ha detto Pisano-”. Infine l’autore di questo originale studio ha inteso evidenziare che nella chiesa di San Pantaleone di Montauro è conservata una memoria scritta in due tempi (1786 e 1791) dal provicario parrocchiale che fornisce una testimonianza sui disastrosi effetti del terremoto del 1783; il documento attesta che a causa di tale evento sconvolgente la popolazione dovette abbandonare il paese ed una cerchia ristretta di essa trovò riparo in un luogo che fu denominato “Monti Pirinei”. “Guarda caso-ha affermato Pisano- Rennes le Chateau sorge sui monti Pirenei”.

[box type=”info”] la redazione[/box]

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