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Nel piccolo teatro laboratorio del Teatro del Carro diretto da Pino Michienzi e Anna Maria De Luca, fervono i lavori di preparazione del saggio di Laboratorio Sperimentale, che vedrà gli utenti e operatori del Centro di Salute Mentale esibirsi nel tardo pomeriggio del 7 novembre presso il Complesso S. Giovanni messo a disposizione dell’assessore comunale alla Cultura Antonio Argirò e patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Calabria. Circola una locandina, si passa di mano in mano, con il titolo in evidenza “Tracce sottili – Una giornata di Laboratorio” e con i nomi dei partecipanti. Sono evidenziati gli autori Giancarlo Carioti, Andrea Mancuso, Antonio Comi e Massimo Mariotti, lo scenografo EgildoTallarico, i costumi di Mananà & Roby4P, i cantanti Diego Pagano e Daniela Colistra, il musicista Gianfranco Pisano e, oltre i tecnici e i macchinisti, la direzione artistica dei responsabili del Carro insieme a Luca Maria Michienzi. Tutti partecipano al saggio teatrale insieme a Roberta Colosi, Vincenzo Pitingolo, Immacolata Alfieri, Rosa Elia, Lorenzo Marino, Rosaria Papa, Concetta Tino, Anna Maria De Luca e Salvatore Ritrovato. Provano le poesie di Andrea accompagnate dalla chitarra di Diego con interventi dell’armonica di Gianfranco. Quello che si ascolta è un piacere per il cuore, tanto interessanti sono i testi e la musica. Gli “attori” si esibiscono dentro le parole e i significati, sapientemente guidati da Anna Maria che ha dato prima dell’inizio alcuni suggerimenti sulle posizioni in palcoscenico. Gli altri sono seduti intorno e fanno da corona, intervenendo quando è il loro turno. – Si rappresenta “una giornata di laboratorio – ci spiega Luca – teatro nel teatro e i movimenti dovranno essere studiati e coordinati come fossero veri. Si riproduce una delle tante giornate trascorse insieme, in cui ciascuno ha proposto letture, scritti, ha detto, letto, disegnato, costruito, dipinto, ha scambiato opinioni, ha liberamente contestato, ha gioito, si è emozionato. E’ la sintesi di dieci mesi di incontri -. Poi Anna Maria dirige e conduce con grande maestria i giovani nell’Otello, ruolo assegnato allo stesso autore Giancarlo, che da grande istrione domina la scena, dove sul fondo compare il grande arcobaleno di Egildo, con la costruzione di un punto interrogativo alto circa tre metri che impera su tutto. – E’ il dubbio della vita – dice Egildo – rappresenta per me il segno del mistero dietro al quale ci nascondiamo perché non sappiamo come e quando il nostro essere terminerà. E’ il punto che sintetizza il principio e la fine che domina gli atti e i pensieri di noi tutti. E’ la fusione certa delle nostre incertezze -.Riteniamo che con questa originale “sperimentazione”, avremo da trascorrere un paio d’ore molto interessanti e significative la sera del 7 novembre alle 18,30 nel Complesso S. Giovanni, con ingresso gratuito.

Articolo di Gianni Romano

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