riceviamo e pubblichiamo:

In vacanza in Calabria,abbiamo incontrato l’esperto dell’INPS,Bruno Benelli che ha una sua finestra nel seguito telegiornale di canale 5,con lui abbiamo discusso di problematiche attuali.Come cambia la vita contributiva oggi? Viviamo molto più a lungo. Ma di quale vita stiamo parlando? A 65 anni la donna ha una speranza di vita pari a 21,9 anni, l’uomo, più modesto, di 18,2 anni. Un lasso di tempo molto ricco di anni, ma per la quasi totalità dei pensionati povero di soddisfazioni materiali, anche se migliore come media a ciò che attende i figli.In ogni caso avere la pensione è già una conquista. Perché per milioni di lavoratori – dopo l’introduzione della riforma Monti-Fornero – non si salda più il tempo del lavoro con quello della pensione. Tra i due è cresciuto uno spread pesante, che documenta quel lungo cammino senz’acqua nel deserto che si deve percorrere tra la cessazione del rapporto lavorativo e la lettera dell’Inps che comunica la liquidazione della pensione. Dottore Benelli,una parola che è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni è esodati. All’attenzione della pubblica opinione ci sono gli “esodati” intorno ai quali i sindacati hanno iniziato la danza della guerra . Nulla da dire: i patti a suo tempo sottoscritti con lo Stato vanno rispettati. Ma ciò non deve far dimenticare la situazione dei “disoccupati”, ben più drammatica di quella degli esodati. Tra i due schieramenti c’è una differenza abissale. Prendiamo a pietra di paragone gli esodati a carico di quei fondi di solidarietà creati dai “poteri forti” (banche, società di assicurazioni, Poste, ecc.) per sfoltire il numero degli iscritti a libro paga.I lavoratori vengono accompagnati alla porta con un assegno straordinario (leggi: pensione) calcolata sugli anni di lavoro svolto, più un ulteriore pacchetto di contributi (non pagati) fino a cinque anni. In parole povere: vai in pensione con 35 anni di contributi, io te ne conto 40. Non è finita. Al pagamento mensile dell’assegno si aggiunge il versamento dei contributi all’Inps . In sostanza servizio completo: pelo e contropelo. Al momento opportuno – meccanismo perfetto – si sgancia l’azienda e si fa sotto l’Inps. Detto così,sembrerebbe semplice. Questi sono gli accordi sottoscritti. Ma il congegno s’inceppa se i requisiti della pensione aumentano con lo stesso ritmo della pompa di benzina. I contributi e l’età non bastano più per cui anche l’esodato per uno,due, tre anni resterà senza stipendio e senza pensione. E’ quindi giusto che il Governo e il Parlamento pongano rimedio alla situazione. Ma è necessario prendere cognizione che ben più grave è la situazione dei disoccupati “puri”, quella gran massa di lavoratori espulsi dal mercato del lavoro a 45-55 anni, i quali non trovano lavoro (e vanno ad alimentare, quando va bene, l’attività sommersa) e ai quali la riforma dice: “ per la pensione ci vediamo a 68-70 anni”. E come fanno costoro a campare? Qui non si tratta più dei due-tre anni rubati agli esodati. Qui si consuma una tragedia italiana, i cui contorni ormai sono identici più o meno in qualsiasi parte dello stivale, ma un po’ più al sud che al nord. Ma allora,quali le possibili soluzioni?A ciò dovrebbe porre rimedio l’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) con l’estensione del periodo di indennità di disoccupazione fino a un massimo di 18 mesi, ma senza più liste di mobilità. Ma è del tutto chiaro che se per avere la pensione occorrerà attendere una ventina d’anni o, quando va meglio, una decina i lavoratori – che si trovano e si troveranno in questa avvilente situazione di “dis-abilità” creata dal mercato – non potranno contare da un lato sull’aiuto dei genitori /(la pensione ogni anno diventa più modesta e arretra di fronte al cartellino dei prezzi, il quale ha la possibilità di seguire l’andamento dell’inflazione e in molti casi anticiparlo) e dall’altro su quello dei figli (anch’essi disoccupati o inoccupati).

[box type=”bio”] a cura di Gianni Romano[/box]

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29 thoughts on “Montepaone – intervista con Bruno Benelli esperto INPS canale 5

  1. spet.le sig.bruno la stò contattando per delle informazioni a riguardo di richiesta di pensionamento che mi è stata negata.ho 57 anni e 34 di contributi + 80% invalidità in più percepisco un contributo dal ministero della salute per una infezzione che come dicono non è causa di servizio ma casualita di servizio. la mia domanda che le rivolgo è cosa devo fare o chiedere perchè mi venga accordata la pensione?

    1. Buon anno dott. Bruno,
      Mi chiamo Erasmo, sono nato il 14/11/1952, al 31/12/1012 ho raggiunto una contribuzione come lavoratore dipendente privato, 36,7 anni con una ricongiunzione oneroso di 3 anni da autonomo a dipendente.

      Attualmente sono fuori di casa con una fortissima crisi depressiva.

      Le chiedo cortesemente, quando potrò percepire questa maledetta pensione e/o posso smettere di lavorare se ho raggiunto i contributi.

      La ringrazio e le auguro un buon lavoro.
      erasmo

  2. Buiongiorno Dr. Benelli,

    sono un pensionato Inps ed anche un lavoratore autonomo iscritto alla sezione autonomadi di detto istituto.
    Ho 70 anni e chiedo se è possibile pagare i contributi della mia attività in corso nella misura del 50 %cosi’ come avviene per artigiani e commercianti. All’Inps mi è stato riferito che per i lavoratopri autonomi non è prevista tale agevolazione.
    Grato per la risposta e complimenti per i suoi interventi su Canale 5

  3. buon giorno mi scuso se faccio qualche errore ortografico: sono nata il 26 07 1952 ho lavorato x 9 anni nel privato poi dal 1992 lavoro presso l’asilo nido comunale come ausiliaria ,vorrei sapere quando posso fare domanda x la pensione di vecchiaia la ringrazio le porgo cordiali saluti rosa

  4. Gentile dott.r Bruno Benelli,salve sono un lavoratore dello spettacolo suono in una banda musicale (lavoriamo per le strade nelle feste padronali del centro sud) con
    contratto a tempo determinato da giugno a ottobre il mio datore di lavoro
    versa i contributi
    enpals,
    inps e inail.il mio lavoro non è autonomo e non ho la partita iva.ho maturato
    le 52 settimane vorrei sapere se io rientro nella disoccupazione perche ci
    sono
    troppe voci a riguardo che tutti i lavoratori dello spettacolo non hanno piu
    diritto alla disoccopazione perche dicono che facciamo parte dei lavoratori dello spettacolo e con un regio decreto del 1935 la nostra categoria è esclusa dal diritto. il nostro reddito annuo non supera i 5000,00 aspetto vostre notizie GRAZIE.

  5. Gentile dottor Benelli
    Mi rivolgo a lei esponendole subito il caso.
    Nell’anno 1986, a mia moglie è stata riconosciuta una invalidità civile con percentuale 70%.
    Nel 2011 è stata chiamata a visita di verifica requisiti per i quali riceveva una pensione di circa 250 euro.
    Dalla verifica è scaturito che le patologie esistenti nel 1986 erano reali e persistenti, (non so come si possa guarire se non solo peggiorare con l’età), ovvero: spondilo artrosi deformante in operata di ernia discale con coxartrosi e paresi del’anca ecc., e cardiopatia con ipertensione. La percentuale di invalidità però le è stata abbassata al 67%. Ciò ha comportato la revoca dell’assegno. Mi sono rivolto ad un patronato che ha subito fatto ricorso. Altra visita e ancora stessa percentuale del 67%. Ricorso rigettato senza accoglienza delle controdeduzioni del CTU del patronato.
    Nel frattempo, mia moglie a seguito di un brutto incidente stradale con rottura di costola soffre di stati d’ansia e sindrome depressiva con emicrania cronica. Certificazione presentata insieme al ricorso. Nulla di fatto.
    Oggi in fase di preparazione di appello, scaturisce che passati 30 gg. dalla notifica di sentenza all’INPS non posso più ricorrere in appello. Insomma sembra proprio che la sorte condanni mia moglie senza nessuna colpa. La mia domanda è: se nel 1986 con invalidità dei 2/3 veniva concessa la pensione perché nel 2011 sono state applicate le nuove tabelle restrittive redatte con la riforma del 1992?
    Ora al di là del fatto che tra le vecchie patologie riconosciute e le nuove non considerate, la percentuale poteva solo aumentare con l’età: mia moglie ha 64 anni, se c’è stato un errore,e questo non lo so, perché l’INPS ci ha costretto ad entrare in un giro vizioso di avvocati e ricorsi forse inutili? In questo momento mi sono rivolto alla ANMIC di Lecce che sta sollecitando L’INPS a rivedere la pratica. Io e mia moglie siamo molto scoraggiati e stanchi vorremmo mollare tutto, ma l’ANMIC no; ci suggerisce di non mollare perdendo un diritto acquisito. Inoltre mia moglie imbustata nel suo busto ortopedico non ha mai lavorato così come era indicato sul verbale della commissione del 1986, quando aveva ancora 37 anni. Questo vuole dire nessun contributo a posteriori e quindi niente pensione. Capisco i falsi invalidi ma una volta verificato ripetutamente l’inabilità del 67% perché la revoca? Ci hanno suggerito di rifare una nuova domanda perdendo tutti gli arretrati, ma è logico?
    Lei cosa ci suggerisce? Grazie per la pazienza che le chiedo per la valutazione del mio caso.
    In attesa di gentile risposta cordialmente la saluto

    Surace Luigi
    via Taranto 39 rione Giorgilorio
    73010 Surbo (LE)
    Tel. 338-4212307
    e-mail: luigi.surace@gmail.com

  6. sono interessata alle sue informazioni.vorrei dei chiarimenti riguardo alla quattordicesima ai pensionati statali.è vero che tengono conto del lordo? perchè io al netto non arrivo hai 700 euro.attendo una rosposta grazie Rausa Liliana

  7. Vorrei dire al Dottor Benelli che la Riforma della Dottoressa Fornero sicuramente ha creato qualche problema a tanti lavoratori, nella fattispecie mi riferisco ai lavoratori del mare, cioè ai Marittimi.
    La dottoressa Fornere quasi sicuramente non sa che alcune categorie di lavoratori non possono andare assolutamente in pensione oltre il sessantesimo anno di età.
    Tra queste ci sono ad esempio i Comandanti di navi mercantili di lungo corso, per tantissimi e validissimi motivi: lo stress fisico, lo stress mentale, i sacrifici, le privazioni, la lontananza prolungata dagli affetti familiari, le responsabilità nei confronti delle cose ma soprattutto nei confronti delle Persone, e altro ancora, fanno sì che alla veneranda età di anni 60 il Comandante non ha più sicuramente le caratteristiche necessarie per poter continuare il Suo lavoro, è una questione inevitabile di usura mentale e fisica dovute ad un processo fisiologico che Suo malgrado non può consentirGli di lavorare garantendo quanto meno lo standard minimo di sicurezza. Per tanto a 60 anni il Comandante e quindi anche il Sottoscritto deve necessariamente andare in pensione, come ripeto quanto meno per motivi si sicurezza per sè e soprattutto per gli altri.
    Quindi caro Dottor Benelli non si scandalizzi troppo quando dalla televisione apprendiamo di continue violenze verbali e qualche volta fisiche nei confronti dei Politici.
    Gli Italiani sono stanchi di farsi rubare e di farsi prendere in giro, sono depressi, sono esauriti, sono affamati, sono tristi, sono così poveri da andare a raccogliere la frutta di scarto nei mercatini rionali.
    Dottor Benelli Lei dirà che può farci niente, io invece Le dico che questo Paese potrà salvarsi solo se presto scoppierà una rivolta popolare sanguinosa che possa coinvolgere l’Italia tutta, da Bolzano a Sciacca.

    Com.te G. Stroscio
    339 3298332
    strosciogiuseppe54@gmail.com

  8. Egreg.Dott.Benelli, attualmente mi trovo in cassaintegrazione a zero ore,nel ‘ambito del terziario settore commercio,la cui indicata mi scade il31 gennaio 2014,dopo di che ci sarà il licenziamento e la mobilità.Ora le chiedo cortesewmente: mi trovo con 38 anni di contributi e ho 58 anni d’età,come posso fare domanda di pesione o prepensione? Ringraziandola di una sua risposta,la saluto Pietro (23-10-1955)

  9. Egregio sigr Benelli,
    Sono titolare di una pensione di reversibilita’,sono stata alla sede piu’ vicina dell’Inps per avere dei chiarimenti circa una comunicazione ricevuta.
    Mi e’ stato consigliato di recarmi ad un Patronato per chiedere una ricostituzione reddituale.Qui mi viene detto che il servizio e’ gratuito ma e’ necessaria l’iscrizione sindacale.Chiedo a lei e’ giusta questa richiesta,visto che la pensione gia’ e’ leggera subire l’ennesimo taglio?non e’ meglio a questo punto pagare il servizio singolo ma non avere questa sottrazione mensile?
    La ringrazio per l’eventuale chiarimento e colgo l’occasione per salutarla cordalmente visto che la vedo spesso in tv.C.Cimmino

  10. Questa mattina al tg 5 l’esperto INPS Bruno Benelli ha reso noto gli adeguamenti delle pensioni pari al 1,20% dicendo che purtroppo siamo in un periodo in cui la coperta è corta, però questo vuol dire che il costo della vita non è superiore al 1,20%. Scusate ma questo esperto vive in un altro mondo? Non è al corrente dei continui aumenti tipo benzina, bollette enel gas acquedotto e quant’altro, senza contare i continui aumenti nel vivere quotidiano. Senza tenere conto di tutti gli aumenti che ci saranno nel 2014 grazie al governo Letta. Invito tale esperto a vivere per un mese con una pensione minima, e ringraziare per tale aumento, che renderà la vita molto più facile a noi poveri.A mio modesto parere queste dichiarazioni fatte a mezzo TG5 sono da evitare perché esasperano solo gli animi della gente che non arriva a fine mese.

  11. salve dott. benelli mi chiamo giuseppe nardi sono un ex dipendente di banca sono invalido civile di guerra con la 5 categoria o perso il lavoro nel 2011
    per giusta causa la banca non mi riconosce la buona uscita economica ora mi trovo con con 36 anni di bontributi piu 12 mesi configurativi e 58 anni di eta e mi trovo nella disperazione totale secondo la suo esperienza quando pensa che io possa accedere al pensionamento.
    sicuro di una sua risposta le porgo i piu cordiali saluti

    giuseppe nardi

  12. Egregio Sig. Benelli,
    Sono un Sottufficiale dell’esercito italiano e presto servizio in un reparto operativo a nord dell’Italia.
    Prima di porLe un quesito, preciso che a maggio p.v. maturerò 40 di contributi e successivamente a giugno 2014 compirò 54 anni.
    Il 17 gennaio 2014 è stata pubblicata sulla GU n.12 del 16 gen. 2014 il Decreto del Presidente della Repubblica n. 157 del 28 ott. 2013 dove si evince il Regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza etc etc.
    All’ art. 1.3 , si intende che a partire dal 1° gen. 2014 tutti coloro che maturano i requisiti pensionistici non viene applicata la legge Fornero (finestra mobile) ma resta, comunque l’adeguamento alla speranza di vita (3 mesi).
    Quello che voglio chiederLe a nome di alcuni colleghi delle FF.AA – esercito italiano:
    cosa intendono per “maturazione dei requisiti pensionistici? “
    chi nel 2014 può andare in pensione?
    Le pongo queste domande in quanto ognuno di noi commenta questo Decreto secondo la nostra interpretazione.
    Certo di un Suo riscontro e Le invio i miei più fervidi saluti.
    Valente Salvatore

  13. caro dottor benelli io sono un disoccupato ho gia’ percepito il secondo mese di disocupazione ho 57 anni di eta’ e 38 anni di contributi inps siccome alla mia eta’ e’ difficile trovare lavoro vorrei sapere se posso chiedereil prepensionamento all’inps per favore rispondetemi a questa domanda saluti carlo caradonna bari

  14. Egregio dott. Benelli, sono nato il 03/10/1956 e ho attualmente la
    seguente posizione contributivaper un totale di 38 anni e 4 mesi:
    – da maggio 72 a novembre 73 (prima dei 18 anni) 18 mesi di contribuzione;
    – 1 anno di militare anno 1976/77;
    – dal 21/03/1979 a oggi servizio presso il Ministero delle Finanze.
    Le mie domande sono la seguente:
    1) rientro nella legge dei pensionati precoci?
    2) Quando mi è consentito andare in pensione in base alle attuali leggi?
    La ringrazio anticipatamente
    Matteo Cuntrò

  15. caro signor bruno, avrei bisogno di contattarla ,in merito ad una assegno sociale (7000 euro non dovuta e quindi da restituire) a nome di mio padre morto nel 2010
    Grazie

  16. Egregio Dott. Benelli sono una dipendente di una Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) mi trovo in astensione per un periodo di un anno usufruendo della legge 104. Mi è stata fatta una lettera personalmente dove mi viene chiesto dalla mia responsabile di dare le consegne delle pratiche che mi ha assegnato. Ammesso e concesso che la stessa dovrebbe sapere quello che mi ha consegnato, la mia domanda è questa: io che sono in astensione dalla mia Azienda, posso rispondere a questa lettera?
    Restando in attesa di un suo sollecito riscontro porgo i miei distinti saluti.

  17. Non credo di aver lasciato questo quesito. Ho necessità di sapere come comportarmi. Mi trovo in astensione di un anno con legge 104 perchè sto accudendo il genitore. Sono una dipendente presso un ASP ho ricevuto una lettera dalla mia responsabile dove mi chiede di dare le consegne delle cause che mi ha dato. Ammesso e concesso che la responsabile dovrebbe sapere quali siano le cause che io ho trattato, la mia domanda è questa: essendo la medesima posta in astensione posso rispondere per iscritto a questa lettera Restando in attesa di un suo sollecito riscontro porgo distinti saluti Dr. Balistreri Anna Maria Rita

  18. Buonasera Sign. Bruno le scrivo per chiederle un’informazione.
    Il 21 maggio 2015 è venuta a mancare mia madre. Io sono nubile e disoccupata e al momento del decesso di mia madre ero a suo carico fiscale.Inoltre nell’anno 2012 abbiamo inoltrato la domanda per le detrazioni fiscali a carico famigliare.Mi spetta la pensione di reversibilià di mia madre?
    Se non sbaglio in un intervista al tg5 lei aveva spiegato di si.La ringrazio anticipatamente.
    Distinti saluti
    Salvatrice

  19. Buonasera, ho seguito la trasmissione di canale 5 dove lei come sempre da delle valide informazioni, forse ho capito male, dove diceva che anche chi ha 5 anni di contributi ha diritto a percepire la pensione. Io ho contributi per 9 anni, spetta anche a me la pensione? le faccio notare che prendo la reversibilità essendo vedova, come le ripeto forse ho capito male, attendo una sua risposta grazie .

  20. Buongiorno dottore. Benelli, le scrivo a nome di mio marito luigi, lavorava nella polizia penitenziaria (arruolato nell’agosto 1979. Nel novembre 2012 è andato in pensione anticipata per malattia (aveva una depressione per fortuna curata e guarita), gli mancavano 3 anni per andare in pensione, con 35 anni più 5 di buona uscita. E stato seguito nelle pratiche dall ex inpdap è dalla territoriale di Ferrara. Nella compilazione dei moduli a mio marito non hanno chiesto se voleva firmare o meno per un eventuale finanziamento con l inpdap (cosa che abbiamo sempre fatto quando lavorara essendo più bassi).Abbiamo scoperto questo errore quando abbiamo chiesto un finanziamento per aiutare nostro figlio). L’addetto dell’INPS ha detto che non si può fare niente perché la legge non ammette ignoranza, gli ho fatto presente 1°che non siamo mai andati in pensione prima, 2°che lo sbaglio è stato fatto da chi ha eseguito la pratica per la pensione (più esperto di noi, mi ha risposto che loro non sbagliano. Volevo chiederle cosa può fare mio marito per far si che questo errore da parte dell’ex inpdap si risolva e poter avere un finanziamento. Nell’attesa di una sua gradita risposta, la salutiamo Luigi e Natalina

  21. Egr. Dottor Benelli vorrei esporle il caso di mia moglie GIOVANNINI GIUSEPPINA nata il 17/03/1950 e con un estratto conto previdenziale di 15 anni di contributi versati prima come artigiana e successivamente come lavoratrice dipendente. Nel 2002 la ditta dove lavorava ha chiuso e non è stato possibile trovare altra occupazione. Ci siamo rivolti al Patronato CAF-ACLI di zona (Morciano di Romagna – RN) ed al compimento dei 60 anni di eta’ è stata fatta una prima domanda ma la risposta è stata che la richiedente non aveva compiuto i 65 anni. Compiuti quest’anno i 65 anni abbiamo rifatto la domanda ma la stessa non è stata accolta perché ‘non perfeziona i requisiti previsti dalle leggi: 335/95 – 247/07 – 214/2011’. Conclusioni dell’esperta CAAF : OCCORRE ATTENDERE ILCOMPIMENTO DEI 70 ANNI PER RIPRESENTARE LA DOMANDA. Ora ci e Le chiediamo : è possibile che dopo 15 anni di contributi versati non si riesca ad ottenere nulla ? Ringraziamo anticipatamente , nell’attesa rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    MASINI GIANNINO E-MAIL: giannimaso48@gmail.com

  22. Buongiorno Dott. Brunelli, volevo chiederle un chiarimento, qualche mattina fa, non ricordo la data, lei ha parlato di contributi versati da minore che hanno un coefficiente maggiore (1,5 rispetto a quelli versati da maggiorenne) se non ho capito male, anch’io sapevo così, ma quando sono andato al caf della mia città (ravenna) mi è stato dello che non era cosi, è possibile sapere la legge che specifica questi contributi?
    Grazie e buon lavoro

  23. Mi chiamo D’Agostino Francesco e sono un nonno che lavora.

    In casa siamo sei, io, mia moglie e mia figlia che non lavora con le sue tre bambine che sono sempre state a casa mia.

    Mia figlia è separata dal marito che non dà il mantenimento e le bambine sono seguite dai servizi sociali.

    Io prendo gli assegni familiari delle tre bimbe!

    Sono andato all’ INPS per sapere se la mia posizione sul calcolo era corretta ma dopo una serie di contraddizioni da parte di un’impiegata, non sono ancora riuscito a sapere se il calcolo deve essere fatto basandosi sull’equiparazione a figli, i miei nipoti diretti.

    Esistono le tabelle 21° e 11, può essere così gentile da dirmi dove devo essere collocato ?

    Il mio stipendio è di 1.000 euro.

    La ringrazio tanto e attenderò con ansia la sua risposta.

  24. Gent.mo Dott. BENELLI

    Le vorrei sottoporre il mio problema, dato che la seguo sempre sui canali Mediaset, sono nato il 5 Agosto del 1952 ho esefrcitato attività di Agente Rappresentante di Commercio per oltre 16 anni, con regolari versamenti contributivi sia all’INPS che all’ENASARCO. Mio malgrado non ho potuto continuare a svolgere tale atività e quindi mi sono dovuto adattare a ciò che riuscivo a trovare, a volte inquadrato e a volte no. Attualmente sono anche invalido al 60% da circa tre anni e non svolgo più nessuna attività lavorativa da oltre 6 anni. Mi sono rivolto ad un patronato ma pare che per la mia condizione attuale e precedente non ci siano possibilità di poter accedere a nessuna forma pensionistica, tenga presente che mia moglie è pensionata e percepisce circa 850,00 euro mese
    e con questo dobbiamo cercare di sopravvivere. Vorrei cortesemente sapere se posso sperare in qualche soluzione. La ringrazio anticipatamente.

  25. Sono un dirigente di un Comune della Provincia di Roma, a 66 anni e tre mesi, con una determina dirigenziale mi è stato sospeso il rapporto di lavoro, il 30.12.2016, prima del compimento dei 20 anni di servizio, (mancherebbero tre anni, considerando il riscatto della Laurea),e raggiungerei i 20 anni entro il 70° anno di età ,ho chiesto la totalizzazione all’Inps, e mi è stata giustamente rifiutata, in quanto non avevo anni pregressi da totalizzare,(sarebbe stato compito dell’amministrazione vedere la possibilità di totalizzare altri anni, ma non lo ha fatto), ero in servizio dal 2003 dopo un concorso nazionale per dirigenti , che ho vinto, a seguito del quale sono stata assunta. Il comune chiamato presso il tribunale del lavoro, dicendo che la legge ,oggi , prevede il licenziamento raggiunti i limiti di età, e non considera la circolare “Madia”. Come posso difendermi, mi è stata richiesta una consulenza Tecnica dal Giudice, l’Udienza rinviata al 21.01.2017.

  26. Egr dottor Benelli sono un dipendente di una nota società di trasporti
    hò cominciato la mia attività lavorativa nel 1975 (a 15 anni di eta) e sono nato nel 1958. potrei rientrare nella nuova legge dei 41 anni del lavoro precoce visto che sindacalmente non sanno darmi risposta!chiedo a lei un aiuto nell’attesa di una sua risposta la saluto cordialmente

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