Soverato – rischia di morire per un parto cesareo,la famiglia si riserva di adire per vie giudiziarie.

Ospedale di Soverato nella bufera,dopo il triste epilogo che ha visto la morte di una bambina nata al decimo mese di gravidanza,ora una donna C.F. residente nel comprensorio del soveratese ha rischiato di morire per dissanguamento al parto cesareo,ad oggi è ricoverata in gravi condizioni  e costantemente monitorata visto il suo stato clinico,al presidio ospedaliero Pugliese – Ciaccio di Catanzaro stante le sue condizioni  non proprio ottimali,la giovane donna ultimato il periodo di gravidanza decide di ricoverarsi per il parto al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale  di via Cardona a Soverato,ma questa è l’esatta cronaca dei fatti accaduti,un racconto minuzioso fatto dai parenti che sono pronti ad adire all’autorità giudiziaria per tutelare la propria congiunta,”ll giorno 24.06.2013 la signora  C.F.  si reca presso il presidio Ospedaliero di Soverato per effettuare un parto cesareo pianificato con il ginecologo. La signora C .F. ha avuto una gravidanza regolare e dopo i vari controlli di routine e le consulenze previste all’accettazione in reparto viene ricoverata affinchè l’indomani mattina possa effettuare quanto concordato con lo specialista. Alle ore 10.30 del 25.06.2013 la signora C.F. viene prelevata dalla sala degenza e portata in sala operatoria per il taglio cesareo. Iniziato l’intervento l’equipe medica di quel giorno opta per una anestesia epidurale. La paziente,  sin dall’inizio sentendo parlare i dottori durante l’intervento avverte che le cose non vanno per il meglio, infatti essendo lei stessa infermiera professionale, avverte molto nervosismo in sala operatoria, ciò è supportato dal fatto che componenti dello staff medico chiedevano al chirurgo il come avesse fatto a “reciderla” e lui nervosamente rispondeva “non devo vedere anche a te adesso”. Sta di fatto che la paziente ha cominciato a rendersi conto di cosa stesse succedendo e sentire dolore nonostante l’anestetico, costatando una copiosa emorragia provocata da un erroneo taglio di un vaso sanguigno. Essa viene subito sedata totalmente ed esce dalla sala operatoria solo alle 13.30. Al risveglio si sente male e dopo aver chiamato i dottori ci si accorge che la pressione arteriosa è molto bassa e che il valore dell’emoglobina è a livelli minimi, al rischio per la sua incolumità. La  signora C. F. aveva un ‘emorragia interna e stava dissanguandosi. Viene alle 15.00 riportata in sala parto ed operata nuovamente alla ricerca del vaso sanguigno responsabile. Solo alle 18.00 la paziente esce dalla sala operatoria avendo affrontato un intervento nel quale si è evinto che ha rischiato di perdere l’utero ed in ultima analisi la vita. Viene trasferita la sera stessa all’ospedale di Catanzaro in sala di rianimazione e gli vengono somministrate tra la sera del 25 e il 26  ben 6 sacche di sangue e 4 di plasma ancora oggi la paziente è ricoverata a Catanzaro con la bambina, la quale dopo un primo momento, nel quale era stata affidata alla nonna, segue la mamma in questa odissea.” I parenti i quali si sono riservati di adire per vie giudiziarie,si chiedono  se ancora nel 2013 si possa rischiare la vita per un’ intervento che dovrebbe essere di routine,ancora una volta la sanità calabrese nell’occhio del ciclone,una sanità che preferisce fare quadrare conti di bilancio invece che tutelare come dovrebbe essere la salute pubblica.

Montepaone – grave incidente stradale

Un automobilista a bordo di una Fiat Bravo di colore grigio,e di nazionalità bulgara provoca un grave incidente con tre feriti in modo grave allontanandosi dal luogo fuggendo,ma  P.S. nativo di San Marco Argentano  (CS)residente a Baden(Svizzera)un automobilista che ha assistito alla scena lo insegue con la sua potente Mitsubishi e lo obbliga a tornare indietro,questa la cronaca di una domenica pomeriggio a Montepaone lido,che si è tinta di sangue,e ancora una volta teatro di questo incidente la statale jonica 106,una lunga scia di sangue e un tributo di vittime,per una statale mai messa  veramente in sicurezza,la Fiat Bravo condotta dal bulgaro all’altezza del bivio per Montepaone lido al km 169/400,svoltava a sinistra in senso vietato,mentre sopraggiungeva una autovettura Alfa Romeo di colore bianco condotta da A. A. C. di anni 44 di Guardavalle,per evitare l’impatto frontale una sterzata improvvisa mentre sopraggiungeva dalla corsia opposta una Mercedes Benz cabrio di colore nero,a bordo due fratelli residenti a Cropani,F.S. di anni 40 e F.A. di anni 30,l’impatto frontale è stato devastante un cumulo di lamiere contorte e all’interno tre feriti in gravi condizioni,immediata la richiesta di soccorso, erano necessarie tre ambulanze del 118 e un elisoccorso che atterrava davanti alla chiesa matrice di Montepaone lido,fondamentale la presenza a bordo della prima ambulanza con l’autista soccorritore che prestava i primi soccorsi,una figura giuridica riconosciuta dal presidente della repubblica,ma che non viene riconosciuta contrattualmente,declassandolo come categoria C,drammatica la scena apparsa ai primi soccorritori,una mare di sangue tra le lamiere,i tre feriti venivano estratti dalle autovetture e stabilizzati per le prime cure del caso,sul posto i vigili del fuoco di località Caldarello con il capo squadra Alfredo Paonessa,i carabinieri della compagnia di Soverato e quelli della stazione,la polizia stradale del compartimento di Soverato,atterrava l’elisoccorso e trasportava il ferito più grave all’ospedale di Locri,gli altri due venivano trasferiti  agli ospedali di Catanzaro e di Lamezia Terme,il bulgaro veniva fermato dalle forze dell’ordine che provvedevano all’identificazione per i provvedimenti di rito,al conducente della Mitsubishi molti attestati di stima da parte dei numerosi presenti,un atto di grande generosità permetterà di fare luce sul responsabile di questo grave incidente. Sul posto per rimuovere lamiere e liquidi oleosi si portavano uomini e mezzi dell’Anas compartimento di Copanello. Il traffico vista l’ora subiva qualche rallentamento.

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Montepaone – dramma della disperazione,occupati dodici appartamenti comunali

Di scena il dramma della disperazione a Montepaone centro storico,occupati dodici appartamenti di proprietà del comune in via Gregorio Da Siena, dodici famiglie con storie diverse, dodici famiglie che di accordo tra di loro hanno occupato,sfondando le porte di  appartamenti ultimati da tempo ma che il comune di Montepaone ancora non aveva provveduto a consegnare,sul posto il capo gruppo dell’opposizione Mario Migliarese,”noi come opposizione avevamo da tempo chiesto al sindaco Franco Froio di consegnare questi appartamenti ma senza avere risposta,”presente anche il consigliere di maggioranza Roberto Sestito che ha cercato di riportare la calma tra i presenti,parlando con loro e sentendo le loro istanze. Gli appartamenti erano pronti da tempo,qualcuno di questi era stato già oggetto di furti,porte,finestre e sanitari erano stati già asportati,questo gruppo di appartamenti è inserito in una piazza comunale,già ribattezzata dai presenti come “piazza della rivoluzione”tante le storie presenti in queste famiglie,chi ha la figlia disabile che non può deambulare con il papà che non riesce a trovare un lavoro degno di questo nome,figurarsi pagare un affitto di questi tempi,chi ancora ha la moglie malata in cura e un appartamento inidoneo dal punto di vista igienico sanitario,la muffa la fà da padrona,ed ancora la famiglia di extracomunitari ma inserita da tempo a Montepaone una famiglia di onesti lavoratori perfettamente inserita nel tessuto sociale,in mattinata erano già presenti sul posto ai primi ingressi,i carabinieri della stazione di Soverato,il geometra del comune,la polizia municipale che ha accertato che i portoncini di ingresso degli appartamenti erano stati forzati e sostituiti i cilindretti con nuove chiavi,nel corso della giornata con l’ausilio di macchine e qualche furgone ultimati questi traslochi della speranza,materassi,mobili,divani e cucine per realizzare un sogno accarezzato tutta la vita,avere un appartamento degno di questo nome,tanta la gioia nelle facce dei numerosi presenti,determinati ad andare avanti per una battaglia giusta per loro,il bisogno di avere una casa dignitosa per loro e per le loro famiglie. Ora tanta la felicità nella piazza della rivoluzione,prima era semplicemente ,un condominio vuoto da anni,al buio e senza nessun inquilino,se non qualche gatto randagio,ora invece questa piazza da oggi,simbolo del riscatto sociale è piena di luci e di colori,di bambini felici con le loro famiglie per un sogno accarezzato da tempo,per un sogno chiamato,casa.

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Satriano – in fiamme quattro pullman e una autovettura della autolinee Federico spa

Satriano marina,ore quattro del mattino,un inferno di fuoco e fiamme accoglie i primi mezzi di soccorso intervenuti per la emergenza, il rosso delle fiamme si mescola subito con il blu dei lampeggianti,un incendio ancora in fase di valutazione da parte degli inquirenti, ma per come è scaturito si prospetta la chiara natura dolosa,completamente distrutti dalle fiamme quattro pullman e una autovettura Lancia della autolinee Federico spa  di Reggio Calabria nata nel lontano 1929 e  che in località Negrello di Satriano marina ha il suo deposito locale, un grande cortile chiuso con un cancello è la sede di ricovero per dodici pullman usati per viaggi di linea,per i pendolari e i numerosi studenti che devono necessariamente usare questo mezzo di trasporto.
La chiamata con la richiesta di intervento,arrivava al centralino dei vigili del fuoco di località Caldarello di Soverato,destinazione zona industriale di Negrello in Satriano marina,dove insistono numerose fabbriche e laboratori artigianali,subito arduo il compito dei vigili del fuoco intervenuti con il capo squadra Gianfranco Urbano,due le autobotti usate inizialmente a cui nel corso della lunga notte, si è aggiunta una terza proveniente dal distaccamento centrale di Catanzaro,ma nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco,sono stati quattro i pullman e una autovettura Lancia ad essere completamente distrutti dalla furia delle fiamme,un fumo nero e denso ammorbava l’aria,rendendola irrespirabile,sul posto si portavano i carabinieri della locale stazione agli ordini del maresciallo Salvatore Simeone,i carabinieri del nucleo radiomobile e del reparto scientifica per reperire indizi utili per cercare di dare un nome e un volto ai responsabili di questo gesto che dalle prime sommarie indicazione sembrerebbe doloso,i quattro pullman hanno preso fuoco tutti nello stesso momento,e non con reazioni a catena,informato di questo grave gesto,il sindaco di Satriano Michele Drosi ha dichiarato”la mia piena solidarietà,e quella dell’intero consiglio comunale per questo grave attacco alle fondamenta del lavoro di chi,come la ditta Federico autolinee produce in una terra difficile  come la nostra occupazione e sviluppo,mi auguro,continuava il sindaco Drosi che la giustizia faccia il suo percorso di legalità per queste offese alla comunità civile ,gesti vili,concludeva Drosi da condannare fermamente.”
1929,nascono le Autolinee Federico. L’azienda viene in essere con l’obbiettivo di crescere e affermarsi nel territorio Calabrese. Le autolinee Federico contano 15 dipendenti e 10 pullman.
Con il passare degli anni l’azienda sempre più presente sul territorio incrementa il proprio personale di pari passo al proprio parco macchine. Adesso, si contano 20 dipendenti e 14 automezzi
Cambia la natura giuridica dell’ azienda, le Autolinee Federico diventano S.R.L. I vertici dell’ azienda puntano ancora sulle risorse umane, aumenta il personale e i servizi offerti. Si contano 32 dipendenti e 25 pullman,Acquisite la SIAR e poco dopo la SISPA, le autolinee Federico sono ormai l’azienda di riferimento del settore.Le Autolinee Federico diventano partner della Reggina Calcio.
Le Autolinee Federico srl diventano Autolinee Federico Spa.Avviene l’acquisizione di Greco e Scuteri l’azienda è conosciuta per l’elevato standard qualitativo dei servizi offerti e per l’estrema competenza e professionalità del proprio personale, amministrativo e viaggiante
Ad oggi si contano 60 dipendenti, 40 automezzi con corse di linea in tutta la Calabria e servizi di noleggio con conducente per qualsiasi destinazione.
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Montepaone –ancora furti,a quando la parola fine?

Montepaone si interroga,tengono banco e non potrebbero essere altrimenti gli argomenti sui numerosi furti e atti intimidatori compiuti ai danni di amministratori comunali o di commercianti,è notizia solo di ieri,basta tornare indietro di poco le lancette dell’orologio,rubati nella notte i monitor dei computer e asportata una macchinetta slot per il video poker presso il punto scommesse Better internet cafè,mentre con grande spregio e senza nessun timore,ignoti si sono introdotti in piena mattinata in una elegante villa in via Italo Balbo e hanno rubato settemila euro,mentre al piano superiore la padrona di casa era intenta fare i lavori di casa,neanche la presenza di telecamere a circuito chiuso ha fermato questo grave gesto,gli ignoti hanno portato via oltre che i sudati risparmi della famiglia anche la cassetta di registrazione del sistema di video sorveglianza,ma sempre un paio di giorni prima una rapina a mano armata con un ferito davanti al centro commerciale “Le Vele”,due uomini con il volto travisato e pistola in pugno si sono fatti consegnare dagli impiegati della banca di credito cooperativo di Montepaone le cassette presente nel bancomat destinate al servizio di cassa continua,al timido tentativo di reazione di uno degli impiegati non hanno esitato a colpirlo con forza in testa con il calcio della pistola,ed ancora furti in appartamenti,negozi,tentati furti,il rinvenimento di liquido infiammabile davanti al ristorante “Gange Boom Boom” ed ancora davanti,al panificio di proprietà di F .G . in via nazionale e davanti al negozio compro oro metalli preziosi di proprietà di A.A. sempre nella stessa via. Non solo commercianti nel mirino,ma dato alle fiamme per ben due volte lo stabilimento balneare “Percival Beach”di località Casinello di proprietà dell’ex assessore all’urbanistica Roberto Sestito,mentre una testa di maiale era stata rinvenuta al portone di ingresso del comune,al responsabile dell’ufficio tecnico data alle fiamme la sua autovettura a Montepaone centro storico,e fatta rinvenire una testa di capretto davanti all’abitazione di un impiegato comunale. Ma la politica non può restare insensibile davanti a simili fatti,e nel prossimo consiglio comunale troverebbe posto il punto riguardante la sicurezza e la pubblica incolumità e sicuramente ci saranno a breve anche iniziative sulla legalità che dovrebbero interessare anche le scuole del comprensivo e le associazioni di volontariato presenti sul territorio.

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Soverato – buona sanità,il pronto soccorso salva la vita ad un giovane con emorragia interna

La sanità calabrese spesso alla ribalta della cronaca cronaca nazionale per aspetti negativi, segnala anche casi di buona sanità. A dirlo il papà di un minore C.C. di anni 14 residente a Soverato, appassionato di motocross ed iscritto al campionato italiano con il Team FTM Racing Motocross. Il giovane, si recava come di consueto al campo di allenamento alla pista di Mesima (VV) con la sua moto classe 125 C.C. Un pomeriggio come tanti, giri su campi polverosi o infangati, salti e slalom, ma all’improvviso una caduta, il giovane dopo pochi attimi si rialzava dolorante ma rassicurava i presenti sul suo stato di salute. Il padre decideva dopo l’accaduto di fare rientro a casa ma appena giunti al domicilio per il giovane iniziavano dei dolori lancinanti al fianco. Da qui la decisione intorno alle ore venti  di recarsi al reparto di pronto soccorso dell’ospedale cittadino diretto dal primario Francesco Dell’Apa. Di servizio era presente il medico di guardia Michele Malta con  l’equipe composta dagli infermieri Ceniti e Signati. Al medico  bastava solo uno sguardo per richiedere urgentemente un emocromo e la successiva ecografia confermava quello che per il medico era solo un sospetto, lesione interna con rottura della milza e copiosa  fuoriuscita di sangue. L’immediata diagnosi metteva in movimento i reparti specialistici, la radiologia con l’addetto Schipani e l’equipe per la TAC, il primario di chirurgia Messina, libero dal lavoro in quel momento, contattato si portava prontamente in reparto con l’anestesista Danilo Staglianò e il chirurgo Pino Gullà. Era passata solo un’ora dalla diagnosi al ricovero nel reparto operatorio per asportare al giovane parte della milza. Una lotta contro il tempo conclusasi fortunatamente bene, come ribadito a gran voce dal genitore del giovane e solo la professionalità e la competenza dei sanitari, diceva il genitore, avevano salvato la vita del figlio. Il giovane ora è ricoverato per il post intervento chirurgico, starà lontano qualche tempo dai campi di allenamento, ma si sa che alla passione non si comanda.
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Montepaone – ancora atti intimidatori

Ancora atti intimidatori a Montepaone lido. Trovate davanti a due esercizi commerciali alla consueta apertura giornaliera due bottiglie contenenti liquido infiammabile con accanto un accendino. La prima  bottiglia è stata rinvenuta davanti alle serrande del panificio”Antiche Delizie”situata in via nazionale e di proprietà d un commerciante, F . G. residente a Davoli marina, l’altra bottiglia con lo stesso contenuto e un altro accendino è stata rinvenuta sul marmo del negozio”Compro Oro,Stella metalli preziosi”di proprietà di A.A. residente a Montepaone lido.
La scoperta è stata fatta dai dipendenti dei due locali che distano pochi metri uno dall’altro,immediata la denuncia  fatta ai carabinieri della compagnia di Soverato,sul posto per i rilievi di rito,si portavano gli uomini del reparto scientifico agli ordini del tenente Gammone e uomini della stazione di Soverato agli ordini del luogo tenente Giuseppe Di Cello,questi due gravi atti intimidatori che non lasciano certo dubbi sulla matrice estorsiva seguono solo di pochi giorni,quello del ritrovamento di liquido infiammabile con accanto un proiettile al nuovo locale adibito ad attività ristorativa che la cooperativa”Gange”di Soverato sta aprendo in via Mazzini sempre a Montepaone lido,ma ancora il ritrovamento di cartucce e di liquido infiammabile dentro lo stadio di Montepaone lido in via Mannis interessato a lavori di captazione delle acque a cura di una impresa edile residente nel reggino,mentre qualche giorno prima,mentre era in corso di svolgimento il consiglio comunale di Montepaone, colpi di pistola erano stati esplosi ai ventri del nuovo capannone della “Frigor Fish” situato in agro di località Caldarello, e di proprietà di A. V . residente a Davoli marina,i colpi erano stati esplosi alle vetrine nonostante l’esercizio commerciale fosse ancora aperto e all’interno commessi e clienti erano intenti all’acquisto di merce,ed ancora prima materiale infiammabile era stato rinvenuto al lido “Mediterraneo”di Montauro,e di proprietà dell’allora assessore all’urbanistica Roberto Sestito.
Ora la gente si interroga su cosa sta accadendo a Montepaone,in tanti chiedono in modo forte e chiaro un consiglio straordinario aperto per coinvolgere tutta la società civile che viene mortificata da questi gravi gesti,magari interpellando anche il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e, l’apertura cosa  questa,chiesta da anni di una stazione delle forze dell’ordine a Montepaone.
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Soverato – Incidente per fortuna senza feriti

Un incidente spettacolare,ma senza per fortuna feriti,si è verificato alle ore sette, all’ingresso di Soverato nord in via della galleria, un autovettura di colore verde metallizzato condotta da una donna di trentacinque anni,proveniente dal montepaonese forse a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia che cadeva in modo incessante,sbandava urtando un grosso costone ai lati della carreggiata ribaltandosi subito dopo.
Ai primi automobilisti in transito,non restava altro che prestare subito soccorso alla giovane donna,impaurita ma per fortuna senza avere riportato traumi,l’autovettura capovolta ha reso ancora più difficile l’opera dei soccorritori,la donna veniva estratta dai finestrini laterali,mentre sul posto dell’incidente si portava una ambulanza del 118 Suem di Montepaone lido che prestava le prime cure del caso,sul luogo dell’incidente anche a causa dell’orario scolastico si formava una grossa fila di autovetture,sul posto dell’incidente si recavano i carabinieri della stazione di Soverato per i rilievi di rito e il comandante della polizia municipale Nicola Muraca,il traffico veicolare subiva pesanti rallentamenti,era necessario fare intervenire un carro attrezzi per sgombera la sede stradale.
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Soverato – sfrattato il “Morgana” signori si chiude

Cala il sipario,e si spengono i riflettori sull’area comunale dove insisteva da ben venticinque anni il“Morgana,”locale adibito a ricreazione con pista di pattinaggio,go kart,area ristorativa e vero centro di aggregazione culturale,non sono bastati dunque tutti questi lunghi  anni al servizio di Soverato e del suo comprensorio,il tanto atteso miracolo non si è avverato,puntuali alle ore 9 e 30,funzionari del comune di Soverato,il luogo tenente dei carabinieri Giuseppe Di Cello,il vice sindaco Salvatore Riccio,il gestore Vito Pipicelli con il socio e l’avvocato di parte,questi gli attori presenti per lo sfatto esecutivo per fine locazione dell’area concessa in locazione.
Tutto questo nel silenzio assordante delle tante associazioni culturali che si riempiono la bocca con parole di cui non conoscono neanche il significato,dove erano i partiti politici,le tante associazioni di volontariato sempre alla ricerca di sedi idonee e dove era la minoranza in seno al consiglio comunale e perché non si chiede che fine andrà a fare questa area allocata in pieno centro cittadino di ben 1200 m.q. ma ancora, dove erano le persone che in questi lunghi anni hanno frequentato e usufruito in modo del tutto gratuito del “Morgana”centro culturale di spessore,già dove erano,perché lo sfratto esecutivo,per carità un atto sicuramente legittimo per fine locazione,ma impopolare  nei risultati,se poi si chiede e si dice “mancano gli spazi culturali”,quando ci sono invece si preferisce chiuderli non rinnovando la concessione,allora quale è il metro di giudizio? Nell’ ottobre del 2006, forti del rinnovo della concessione, avvenuto tacitamente, il sig. Giuseppe Pipicelli, nipote del titolare della concessione Vito Pipicelli, subentrò nella società,Morgana diventata poi successivamente “Speedy Bar S. a. s di Pipicelli G & co., in qualità di socio accomandatario.
Nell’ottica di un rinnovo che avrebbe garantito il prosieguo dell’attività per ulteriori vent’anni, fu investita un’ingente somma di denaro per apportare migliorie alla struttura e al verde circostante, al fine di poter offrire maggiori servizi alla comunità.
La riformulazione dei patti sociali, offrì occupazione a un giovane disoccupato, la cui iniziativa fu fin da subito creare nuovi posti di lavoro, progetto che avrebbe continuato a perseguire potendo accedere ai finanziamenti che la Comunità Europea aveva stanziato per la Regione Calabria. Nel lontano 2009, per come previsto dalla delibera di convenzione, fu chiesto al comune di Soverato, che fosse data al sig. Vito Pipicelli l’ autorizzazione a cedere la concessione alla Società, di cui lui stesso faceva parte in qualità di socio accomandante, al fine di poter accedere ai finanziamenti in questione. In sede di Consiglio comunale, martedì 22 dicembre 2009, il Vicesindaco Sonia Munizzi, intervenendo sul caso in questione, asserì che la richiesta del Pipicelli non poteva essere accolta in quanto la Concessione era da ritenersi scaduta nel 2006, in virtù un Regolamento europeo, entrato in vigore del 2005, che derogava il principio del tacito rinnovo.
Da questa data, da parte del Comune nessuna comunicazione è più pervenuta al titolare della concessione, il quale si è visto costretto a tenere l’attività chiusa, in mancanza di ordinanze in merito alla questione su citata. La Società comunque rimase in essere, e nonostante fosse a reddito zero dovette continuare a pagare di tasca propria : contributi, tasse, nonchè spese inerenti commercialista e consulente del lavoro. “Oggi 12 novembre 2012, queste le parole di Giuseppe Pipicelli,abbiamo perso un piccolo pezzo del nostro mondo.”
[box type=”info”] articolo di Gianni Romano[/box]

Montauro – autovettura in fiamme

A pochi giorni dall’incendio che ha distrutto un escavatore impegnato nei lavori di recupero del centro storico e il ritrovamento di materiale infiammabile, nello stabilimento balneare,”Mediterraneo”, ancora fuoco e fiamme nella notte. Questa notte intorno alle ore una, una autovettura Wolswagen Golf di colore nero,andava completamente distrutta da un incendio sulle cui cause scatenanti sono in corso indagini da parte dei carabinieri della stazione di Gasperina,competenti per territorio  intervenuti agli ordini del maresciallo capo,Domenico Misogano. L’autovettura, di proprietà del titolare di un noto stabilimento balneare del luogo, era parcheggiata davanti al locale in una piazzetta con accanto  edifici di civile abitazione. Tanta la paura tra i residenti che allarmati telefonavano ai vigili del fuoco di località “Caldarello” in  Soverato ma  nonostante il tempestivo intervento di questi ultimi la macchina andava completamente distrutta dalla furia delle fiamme che si sprigionavano  alte con un fumo nero e denso. La zona veniva messa successivamente in sicurezza dai vigili del fuoco intervenuti, mentre i carabinieri di Gasperina iniziavano i rilievi di rito per stabilire l’esatta causa scatenante.

[box type=”bio”] da un articolo di Gianni Romano[/box]

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